TERMINATA LA MORATORIA DURANTE LE FESTIVITA’ (IMPOSTA DALLA LEGGE), RIPRENDE LO STATO DI AGITAZIONE DAL 7 GENNAIO FINO AL 5 FEBBRAIO COMPRESI
La Filctem-Cgil di Bologna, unitamente alle altre strutture territoriali di Imola, Modena, Ferrara, Ravenna, con riferimento all’esito negativo del tentativo di conciliazione esperito presso la Prefettura di Bologna e facendo seguito al precedente “Stato di agitazione” che si è dovuto interrompere a causa della moratoria prevista dalle norme vigenti, comunica la proclamazione di un ulteriore periodo di “Stato di agitazione”, relativo alla stessa vertenza e che si effettuerà a partire dal giorno domenica 7 gennaio 2018, fino a lunedì 5 febbraio 2018 compresi.
Anche questo “Stato di agitazione” è motivato dagli atti unilaterali messi in campo da alcune società del Gruppo HERA attraverso lettere individuali di comando nei confronti di alcuni lavoratori di “Reti Gas” e “Reti Acquedotto” nelle Aree territoriali.
Tali lettere individuali contengono radicali modifiche alle modalità operative nello svolgere le attività programmate ordinarie di conduzione e manutenzione, in particolare imponendo agli operatori l’utilizzo dell’automezzo aziendale per recarsi direttamente sul primo luogo di intervento (spostato ogni giorno) partendo dalla propria residenza-domicilio, utilizzando un “timbratore” portatile per marcare l’orario di arrivo sul primo luogo di intervento, da dove l’azienda arbitrariamente dichiara che decorrerà l’inizio dell’orario di lavoro giornaliero, nonché quello di uscita sull’ultimo luogo d’intervento, dove terminerà l’orario, attraverso una nuova modalità di rilevazione della presenza con lo strumento di localizzazione geografico (GPS).
Va anche ricordato che la nostra struttura regionale, Filctem Cgil Emilia Romagna aveva preso posizione chiedendo il ritiro dei comandi, senza ottenere alcun riscontro positivo.
In maniera generica e non motivata, Hera continua a sostenere che la prestazione richiesta al personale sia stata attuata nel rispetto della normativa di riferimento, quando invece il tempo necessario a recarsi sul primo luogo di intervento, quello per effettuare le attività accessorie e di vestizione, viene totalmente escluso dal concetto di “orario di lavoro effettivo”.
Secondo noi, invece, il tempo per svolgere il percorso “residenza – primo luogo d’intervento” essendo imposto, eterodiretto e regolamentato dall’azienda, è un periodo in cui il lavoratore è a disposizione del proprio datore di lavoro e, di converso, non è periodo di riposo, bensì è tempo libero di cui il lavoratore perde la propria disponibilità. Pertanto, come tale, vada tenuto conto ai fini retributivi e/o normativi.
Altrimenti è evidente come sussista il potenziale rischio in capo a ciascun dipendente di essere comandato a svolgere la propria prestazione lavorativa ordinaria presso zone lontane del territorio gestito dal Gruppo, senza alcuna tutela o diritto a favore del lavoratore.
Questa è una delle ragioni per le quali non corrisponde affatto al vero l’affermazione secondo la quale i lavoratori attualmente “interessati” alla nuova modalità “diano riscontro del più evidente assenso all’iniziativa aziendale” come ha dichiarato l’azienda, né tantomeno siano volontari e favorevoli a questa unilaterale modifica, come purtroppo è stato pubblicamente affermato da delegati di altre sigle sindacali.
Da parte nostra confermiamo le ragioni che ci hanno portato ad avviare le procedure.
In particolare riaffermiamo la nostra contrarietà ai comandi individuali, convinti che il loro ritiro sia utile a riaprire un confronto teso a costruire una nuova ipotesi di accordo sulla materia, che sia realmente migliorativo rispetto alla precedente ipotesi che, va ricordato, fu bocciata dai lavoratori potenzialmente coinvolti attraverso un Referendum certificato in tutto il Gruppo, svolto a livello regionale, quindi vincolante per tutti i territori e per tutte le sigle sindacali.
Pertanto è stato proclamato un ulteriore periodo dello “Stato di agitazione” nel rispetto dei tempi di preavviso previsti dalla legge, che verrà effettuato dai lavoratori dipendenti delle società HERA S.p.A., INRETE S.p.A. e HERATECH, regolati con il CCNL Unico Settore Gas-Acqua e Settore Elettrico e in servizio presso le sedi di lavoro del territorio bolognese, a partire dal giorno domenica 7 gennaio 2018, fino a lunedì 5 febbraio 2018 compresi, attuando lo:
- Sciopero di ogni “Prestazione oltre il normale orario di lavoro/Lavoro straordinario” di cui all’Art. 27 CCNL Gas Acqua (eccetto esclusivamente quello svolto in regime di Reperibilità a seguito di chiamata per gestire attività di Emergenza/Pronto Intervento);
- Blocco del “Mutamento Mansioni” attraverso l’applicazione rigorosa di quanto sancito all’Art. 19 del CCNL Gas Acqua;
- Astensione dall’attuare le nuove modalità lavorative non previste nei Contratti collettivi nazionali e aziendali di lavoro vigenti.
Durante lo sciopero saranno garantite esclusivamente le prestazioni indispensabili svolte in Reperibilità per garantire la tutela dell’incolumità della clientela, della sicurezza e della funzionalità degli impianti e della rete, nel pieno rispetto della legge 146/90 e 83/2000.
Bologna, 5 gennaio 2018