L’Azienda scrive una cosa e ne pratica un’altra. Continua a chiedere 10
giorni aggiuntivi, senza tener conto del fruito ed arriva addirittura a dire
che i lavoratori hanno frainteso la lettera aziendale!

Dopo la comunicazione del 30 Marzo inviata dalla Direzione a tutto il personale, auspicavamo che l’Azienda fosse in grado di rispettare almeno ciò che essa stessa finalmente scriveva, invece ancora oggi registriamo l’ennesima netta differenza tra le parole ed i fatti. La paventata “equità” secondo la quale la Direzione Aziendale dichiarava che avrebbe tenuto conto delle ferie già fruite nel primo trimestre 2020 (tesi confermata anche nella risposta alle recenti nostre diffide), altro non sono che parole al vento. Francamente non ci stupiamo più di nulla, già precedentemente non era chiaro il principio di “equità” applicato, ora comprendiamo che non vi è alcun criterio, se non quello di produrre una becera media che determini un solo risultato: consumare 10 giorni di ferie di ogni dipendente.

Spicca in negativo il comportamento del Gruppo HERA, in particolare in questo momento di difficoltà, quando ci si sarebbe aspettato da chi è alla guida di aziende come questa, un sacrificio in più rispetto ad altri. Tanti dirigenti e manager nel Paese stanno rinunciando a compensi o parte dei propri stipendi per il bene e per la sopravvivenza delle proprie aziende e del Paese, mentre nel Gruppo HERA, paradossalmente, i “vertici” pretendono che il sacrificio arrivi esclusivamente dai lavoratori (altro che “equità”). Proprio qui dove la media della retribuzione mensile dei dirigenti è quattro volte superiore a quella di impiegati ed operai e, soprattutto, le ferie pregresse dei dirigenti sono mediamente dieci volte superiori a quelle eventualmente residue degli impiegati e operai (la quasi totalità, infatti, le fruisce integralmente entro la fine dell’anno di maturazione), una gestione veramente equa della fruizione delle ferie avrebbe dovuto indurre la DCPO a realizzare un piano di smaltimento proporzionale, non invece la media pro-capite, confondendo maturande, maturate e pregresse.

Come già sottolineato, i dipendenti non si sottraggono mai dal dare il proprio contributo per il bene dell’azienda soprattutto in questi momenti difficili, ma ci saremmo tutti aspettati che l’esempio partisse dall’alto. Ma anche su questo il Gruppo HERA è una voce fuori dal coro!

Aggiungiamo poi che nelle aziende del settore si procede in modo differente dal Gruppo Hera sia nel metodo che nel merito. Da nessuna parte si sono imposte ferie forzate senza condivisione e accordi con le OO.SS.. In questi giorni, infatti, sono stati sottoscritti tanti accordi (IREN, ITALGAS, ENEL, ecc.) che prevedono una gestione attenta degli strumenti a disposizione per affrontare l’emergenza che vanno, dalla fruizione di un numero limitato di ferie, alle banche ore solidali in cui le aziende versano quote per bilanciare quanto messo in campo dai lavoratori, finanche allo strumento delle ferie solidali che i Dirigenti mettono in parte a disposizione di coloro che per riduzioni lavorative, sono costretti a restare a casa.

In tutti gli accordi siglati con le OO.SS. emerge la necessità di arrivare ad utilizzare questi strumenti per effettivi cali di attività. Siamo purtroppo costretti a constatare che solo nel Gruppo HERA le buone pratiche non vengono applicate e l’unica impressione che emerge è che al centro dell’attenzione non venga posta l’emergenza sanitaria, la salvaguardia della capacità produttiva e del lavoro, quanto piuttosto logiche economiche e di mercato.

Anche in tema di sicurezza, come già evidenziato nel precedente comunicato, in particolare su DPI e sanificazione dei locali, ci sono posizioni distanti tra i RLSA e l’azienda che sembra accelerare solo
sull’imposizione delle ferie piuttosto che sulla messa in sicurezza dei lavoratori
.

In conclusione purtroppo quello che emerge è che il Gruppo HERA, la grande azienda che per 10 anni consecutivi è stata tra i Top Employers in Italia, nella gestione di questa emergenza si attesta tra le aziende meno illuminate e nelle ultime posizioni in capacità di gestione e di attenzione verso i propri dipendenti.

Continuiamo ad auspicare vivamente e a lavorare affinchè si giunga ad una rapida soluzione su tutti i temi ancora aperti, per il bene di tutti i lavoratori, e non rinunceremo a far valere i loro diritti a partire dalle azioni individuate nei precedenti comunicati sindacali.

Questo non è il periodo in cui si deve dimostrare chi è il più forte, non è il momento delle forzature unilaterali, è il momento delle sinergie e della collaborazione, il nemico è comune a tutti noi e si chiama COVID-19.

E chissà forse…

MEGLIO TARDI CHE MAI…

Bologna, 5 Aprile 2020

Foto di Hank Williams da Pixabay

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